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Tutti, prima o poi, devono procedere ai lavori di ristrutturazione del proprio immobile. Ovviamente, in tal caso, sarà necessario richiedere gli appositi permessi al comune di appartenenza. Infatti, anche se i lavori vengono appaltati ad un’impresa edile dotata delle opportune conoscenze in materia, è bene essere a conoscenza delle norme vigenti al fine di non andare incontro ad eventuali sanzioni.

L’importanza dei permessi in base al lavoro da eseguire

I lavori di ristrutturazione possono riguardare sia l’ambiente interno sia quello esterno di una casa. In più, si spazia dalle semplici operazioni fino a quelle che prevedono una vera e propria rivoluzione dell’assetto nel senso che vengono modificati disposizione e volume delle stanze che la compongono. Ciò che è importante sottolineare è che, diversamente da quanto si crede, anche quando la manutenzione riguarda l’interno si devono obbligatoriamente richiedere i permessi opportuni. Inoltre, può succedere che si individuino differenze tra quelli richiesti dai vari Comuni d’Italia. Pertanto, al fine di non cadere in errore, diviene indispensabile identificare quale tipo di intervento debba essere effettuato con precisione, ad esempio se si tratta di uno relativo alla manutenzione ordinaria o concernente la ristrutturazione edilizia oppure, ancora, al restauro o al risanamento conservativo.

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Il decreto legge Madia: la classificazione degli interventi edilizi

Nel 2016, il decreto legge Madia è intervenuto allo scopo di soccorrere tutti coloro che dovevano affrontare lavori di ristrutturazione di fronte alla complessità delle norme in materia. Esso, in particolare, ha introdotto un insieme di misure atte a sanare le incertezze circa i lavori da effettuare, classificando i diversi interventi edilizi indicando gli adempimenti da svolgere per ciascun caso. Si distingue, nello specifico, tra:
manutenzione ordinaria;
manutenzione straordinaria leggera o pesante;
ristrutturazione pesante e quella semplice o leggera;
eliminazione di barriere architettoniche senza mutare la fisionomia dello stabile;
installazione di pompe di calore;
restauro e risanamento conservativo.

La ristrutturazione e i permessi necessari: la differenza tra la manutenzione ordinaria e quella straordinaria

Nel caso di manutenzione ordinaria, ovvero quella relativa alle opere di finitura esterna o interna di un edificio (sostituzione degli infissi, pulitura delle facciate, tinteggiatura) o anche di cambio o riparazione degli apparecchi igienico-sanitari nonché di monitoraggio degli impianti, non sono previsti permessi o comunicazioni da fare. Quando si tratta, invece, di lavori di manutenzione straordinaria, i quali non consistono in modifiche della struttura, si deve presentare la C.I.L.A. che non è altro che una comunicazione di inizio lavori assettata.

Nel caso di specie, sarà anche necessario rivolgersi ad un geometra incaricato di redigere l’opportuna documentazione predisponendo una relazione circa la regolarità dei lavori. Se, poi, vi siano delle operazioni non contemplate, relativamente a restauro, risanamento conservativo e ricostruzione edilizia, si dovrà procedere alla presentazione di una S.C.I.A., quindi di una segnalazione certificata di inizio attività.